Premiazioni XIX Concorso biennale di poesia dialettale bresciana 

21 Novembre 2025 – ore 15.30 – Teatro di Cristo Re – Borgo Trento

 intitolato “Alla dignità e alla libertà del Popolo Palestinese

La Giuria, composta da Elena Alberti Nulli presidente, Piera Maculotti e Giorgio Scroffi, dopo aver esaminato n° 58 (cinquanttotto) composizioni di n° 28 (ventotto) concorrenti giunte nei termini fissati dal bando, ha deciso, dopo attenta e scrupolosa analisi, di stilare all’unanimità la seguente graduatoria:

I° PREMIO ASSOLUTO

 FIOCA FIOCA di Velise Bonfante di Rivoltella del Garda

 Motivazione: FIOCA FIOCA di Velise Bonfante di Rivoltella di Desenzano

Questa poesia l’ho letta e riletta, me la son detta ad occhi chiusi, infine ho messo a memoria alcuni suoi versi. Li ho pronunciati piano piano, quasi a non sciuparli. Ho riaperto gli occhi… e nevicava e nevicava…ancora…Scrittura facile? Ma spesso il facile è imbroglione, se tu poeta non sai, se non senti, se non raccogli e conservi, se non lavori, se non ce la metti tutta, tutto s’ingarbuglia e diventa difficile. Per questo dico bene di questa poesia: rime baciate, ritmo preciso, stringersi e allargarsi, come con una affettuosa fisarmonica, alternarsi di luce e di buio, di chiaro e di scuro, quali amichevoli contrasti, silenzio e … la prima grande apertura è un largo respiro. Poi una sonata lieve: notte, luce, colore e … magìa!

II° PREMIO

TERASANTA di Franco Visconti  di Brescia  

Motivazione: “Terasanta” di Franco Visconti  di Brescia –  Non c’è più nulla di santo in Palestina, la vigilia di Natale è un giorno di guerra e prepotenza, non c’è niente che vale. Questa è una poesia ferita, scomposta, che balza e si rompe al ritmo delle bombe e della cattiveria umana. Non c’è nemmeno un appropriato ordine nello scrivere e poi nel dire, regolarmente là si muore e basta. Si avverte che il poeta è disperato perché la realtà è disperata, le parole sono macerie morte sulla pagina.

III° PREMIO

SICH DICC 1-2-3” di Armando Azzini  di Rezzato

Motivazione: Qui la poesia non veste l’abito da sera, è scarna, è ossea, dal sapore ungarettiano. Del resto la morte e la guerra hanno sempre la stessa mano, sono sempre la stessa tragedia, quale che sia il luogo, il tempo, l’età. Bambini, nonno, donna, dispersi, disintegrati, echi esplosi, … piombo a sotterrare la vita. Quale che sia la religione non è così che si arriva al Cielo. Questo singolare lavoro poetico è una composizione che va letta come un’opera unitaria, ha una struttura attenta, costruita con cuore e con pazienza, pur vivendo esplicita di esatti segmenti di gelo.

 

SEGNALAZIONI DI MERITO

 “MA PO PER ME VE SERA” di Giuliano Sigalini di Chiari

 “I ‘ULAA J-USILI” di Domenico Pari  di Gambara

FAGOCC di Renato Laffranchini  di Lonato del Garda

 

MENZIONI D’ONORE

TE SE’ di Giancarlo Sembinelli di Vione

 “PALESTINA, LIBERA… DI MORIRE” di Agnese Foglia di San Zeno Naviglio

 “EL GAMISEL” di Franco Bonatti di Desenzano del Garda

 

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

BASTA GUERA, FERMOM LE ARMIdegli ospiti dell’area Loto del Gruppo Zaffiro BS

 

Albo d’oro

I Concorso anno 1988 II Concorso Anno 1990 III Concorso Anno 1992 IV Concorso anno 1994
V Concorso anno 1996 VI Concorso anno 1998 VII Concorso anno 2000 VIII Concorso anno 2002
IX Concorso anno 2004 X Concorso anno 2006 XI Concorso anno 2008 XII Concorso anno 2010
XIII Concorso anno 2012 XIV Concorso anno 2014 XV Concorso anno 2016 XVI Concorso anno 2018
XVII Concorso anno 2020 XVIII Concorso anno 2022 XIX Concorso anno 2024

 

Volumi Pubblicati

La pubblicazione delle poesie dei partecipanti al Concorso Provinciale di Poesia Dialettale, indetto dal nostro Circolo Culturale, è l’atto conclusivo di una iniziativa che, al di là dei valori estetici e sociali ampiamente presenti nei componimenti, risponde pienamente all’obiettivo che il Circolo Culturale Federativo Pensionati “Partecipare per conoscere” si è posto come motivo centrale delle sue attività. Il Circolo vuole presentarsi come strumento duttile e capace di dimostrare che i pensionati conservano tutto intero e più arricchito il loro patrimonio culturale, la delicatezza dei loro sentimenti e l’esigenza di comunicare agli altri il valore economico, sociale e culturale delle loro capacità. A qualche dubbioso sulla riuscita dell’iniziativa è stata data una risposta inequivocabile con la manifestazione al Centro Teatrale Bresciano alla quale hanno partecipato alcune centinaia di persone. E ciò dimostra che, quando la cultura è fatto di vita, la gente partecipa. La partecipazione acquista poi più significato se attori di essa sono persone che per definizione dovrebbero essere in quiescenza, ma che in realtà hanno ancora tanto da dire e da insegnare.

(prof. G.B. Rizzo, fondatore e primo presidente del Circolo – marzo 1988)

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